I cyber-rischi sono tra quelli piรน insidiosi per tutti coloro che hanno un collegamento internet, siano essi semplici cittadini, aziende โ di qualsiasi dimensione โโoppure organizzazioni statali. Gli attacchi informatici, infatti, possono mettere a repentaglio la stessa esistenza di piccole e medie imprese. La societร di consulenza Pwc ha stimato che lโanno scorso le aziende dei principali Paesi industrializzati hanno speso 86,4 miliardi di dollari per difendersi da attacchi informatici.
Nel corso del 2017 โ ma questโanno non รจ stato da meno โ si sono succeduti alcuni eventi a livello internazionale abbastanza clamorosi e tutti noi abbiamo dovuto familiarizzare con parole come ransomware (veri e propri sequestri di informazioni digitali a scopo di ricatto), malware (programmi pirata) e phishing di dati. La conseguenza principale per chi รจ preso di mira dagli hacker (veri e propri pirati informatici) รจ un pregiudizio economico stimabile in poche migliaia di franchi โ nei casi migliori โ fino a decine di migliaia di franchi a seconda dellโentitร dei danni e dellโaver o meno interrotto lโattivitร aziendale. Senza aggiungere i costi reputazionali, se a essere colpita รจ una impresa nota e di grande dimensione. Basta pensare a Uber che nellโottobre del 2016 non subรฌ direttamente unโintrusione digitale. A essere violato, in quellโoccasione, fu un servizio di terze parti basato su un server (GitHub) di cui Uber era cliente. In questo modo vennero sottratte le informazioni personali di 600mila autisti di Uber negli Usa e di 57 milioni di utenti in tutto il mondo.
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Il caso del malware โWannacryโ del maggio 2017 fu ancora piรน clamoroso: 75 Paesi colpiti e migliaia di aziende sotto scacco digitale tra cui alcuni ospedali inglesi, le ferrovie tedesche e la compagnia spagnola Telefonica. Si trattava di aziende ben strutturate con un settore informatico di numerosi addetti, eppure non sono riuscite a evitare il peggio. Che dire, allora delle migliaia di Piccole e medie imprese (Pmi) che un responsabile It (Information technology) nemmeno possono permetterselo?
Un test rapido di autovalutazione
Proprio ieri un gruppo di esperti ha lanciato unโiniziativa destinata a proteggere le Pmi dai cyber-rischi. Un test rapido disponibile sul web permette a queste ultime di verificare se sono sufficientemente protette dalla pirateria informatica e altri pericoli della rete.
In Svizzera, circa il 90% delle societร sono microimprese che impiegano meno di nove persone. Il test rapido (cybersecurity-check.ch) messo a disposizione permette alle Pmi di individuare le falle nella sicurezza informatica.
Il nuovo sistema prende in considerazione ambiti come organizzazione, tecnica e personale ed รจ pensato come uno strumento di autovalutazione. In caso di dubbi รจ disponibile un allegato conciso e semplice che fornisce informazioni piรน ampie su ogni settore.
Le Pmi rappresentano un bersaglio principale e spesso facile, poichรฉ sono poco protette. Unโazienda piccola infatti in genere non dispone delle risorse โ a livello di effettivi e know-how โ per difendersi.
Cinque regole per difendersi
โIl rischio di diventare vittime di cyber-attacchi รจ sottovalutatoโ, ha detto ieri in conferenza stampa Andreas Kaelin, direttore dellโorganizzazione del settore informatico IctSwitzerland. Lโassociazione registra ogni anno circa 200mila casi di attacchi informatici, dai virus fino ai cavalli di Troia, 20mila dei quali volti a estorcere un pagamento. Il costo totale di questi delitti รจ stimato in 9 miliardi di franchi. โOgni computer รจ un potenziale obiettivoโ, ha spiegato il presidente della federazione Information security society Switzerland (Isss), Umberto Annino. Se i pirati informatici pensano di poterci guadagnare qualcosa, un attacco รจ sempre possibile.
Il test รจ nato su iniziativa dellโAssociazione svizzera per sistemi di qualitร e di management (Sqs) ed รจ stato portato avanti dallโAccademia svizzera delle scienze tecniche (Satw) in un gruppo con numerose organizzazioni e realtร pubbliche, fra le quali lโUfficio federale per lโapprovvigionamento economico del Paese (Ufae), la Centrale dโanalisi per la sicurezza dellโinformazione (Melani) e IctSwitzerland.cybersecurity-check.ch.
La trasformazione digitale delle imprese, quindi, dovrร andare avanti di pari passo con lo sviluppo di una cultura della sicurezza, a tutti i livelli aziendali. Anche perchรฉ gli impatti sul business saranno sempre piรน evidenti. Nel bene e nel male.
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Puรฒ sembrare banale ma il primo passo da fare รจ essere prudenti. Perciรฒ se si รจ stati infettati rivolgersi alle autoritร e non pagare il riscatto. Per non essere infettati invece il primo consiglio รจ quello di proteggere i dispositivi con un antivirus affidabile.
Unโaltra regola di buon senso รจ quella di eseguire un backup dei propri dati. Salvare offline ogni dato e documento importante per evitare che il virus del riscatto (ransomware) lo faccia diventare inutile.
Evitare i ransomware, cosรฌ come molti altri malware, non รจ facile, ma aggiornando costantemente i programmi si rende la vita piรน dura ai cyber-criminali. Infine, attenzione agli allegati alle e-mail e in maniera particolare ai file in formato Zip e ai documenti Office, come Word, PowerPoint o Excel.
https://www.laregione.ch/economia/economia/1318677/i-cyber-rischi-sono-sottovalutati-dalle-piccole-imprese